L’aumento del seno mediante l’impiego di protesi mammarie deve tenere conto dell’esecuzione di incisioni chirurgiche necessarie all’inserimento degli impianti che, seppur di ridotte dimensioni, lasciano degli esiti cicatriziali. Generalmente le incisioni chirurgiche nella mastoplastica additiva hanno una lunghezza compresa tra i tre ed i cinque centimetri e possono essere localizzate in sedi differenti a seconda delle caratteristiche della paziente, dei suoi desideri e delle preferenze del chirurgo.

 

Le incisioni chirurgiche nella mastoplastica additiva possono essere localizzate

  1. solco sottomammario;
  2. bordo inferiore dell’areola (periareolare);
  3. cavo ascellare.

 

Incisioni Mastoplastica Addittiva

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Non esiste una tecnica di accesso valida per tutti i casi ma la scelta và personalizzata caso per caso.

 

ALCUNI APPROFONDIMENTI

  1. Aumento del seno
  2. Protesi seno
  3. Mastoplastica additiva


ACCESSO SOTTOMAMMARIO

E’ sicuramente l’approccio chirurgico più conosciuto e maggiormente impiegato e prevede una incisione di circa quattro centimetri nascosta esattamente nel solco sottomammario. Tra i suoi vantaggi è da considerare il massimo rispetto per il tessuto ghiandolare che non viene minimamente intaccato, una ottima visualizzazione dei piani retro ghiandolari e/o retro muscolari, un ottimo controllo dell’emostasi (sanguinamento) e una accurata definizione della tasca soprattutto quando si utilizzano protesi anatomiche. E’ l’unica via di accesso impiegabile per l’esecuzione della tecnica “dual plane” come descritta da Jhon B. Tebbets.

 

ACCESSO PERIAREOLARE

Prevede una incisione a livello del bordo inferiore dell’areola, la dissezione del tessuto ghiandolare e l’allestimento della tasca di alloggiamento per le protesi mammarie. Permette un buon controllo dell’emostasi, della tasca e il suo utilizzo è limitato solamente da areole di piccole dimensioni (diametro inferiore ai tre centimetri). Tra le complicanze legate al suo impiego vanno annoverate la rara ma possibile alterazione della sensibilità del complesso areola capezzolo, la sezione accidentale dei dotti galattofori e il maggior rischio di contaminazione della protesi.

 

ACCESSO ASCELLARE

Questo tipo di incisione venne inizialmente proposta intorno al 1973, le cicatrici residue sono situate al di fuori della mammelle anche se non raramente possono formarsi dei cordoni cicatriziali e delle briglie esteticamente non gradevoli. Tra gli svantaggi legati a questo tipo di approccio vanno tenute in considerazione alcune complicazioni non trascurabili quali l’ accidentale lesione del nervo intercostobrachiale, alcune problematiche di drenaggio linfatico e la tendenza dell’impianto a migrare in direzione supero-laterale. L’avvento dell’endoscopia ha sicuramente aumentato l’affidabilità di questo tipo di approccio anche se resta sconsigliato l’impiego di protesi anatomiche. Rimane comunque il concetto fondamentale che non esiste una via di accesso valida per tutti ma la scelta va effettuata in seguito ad una attenta analisi del caso che deve tenere in considerazione le caratteristiche proprie di ciascuna paziente, il volume e il tipo di impianto mammario scelto, le preferenze della paziente e dell’operatore.



Per maggiori informazioni sulle incisioni della mastoplastica additiva a Roma c/o lo Studio Medico in Via Ipponio, 2 - Cap 00183, il Dott. Andrea Ingratta riceve per appuntamento. E' possibile contattare il Dott. Ingratta telefonando al numero oppure scrivere direttamente attraverso il sito nell'apposito modulo di contatti. 


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