L'otoplastica, eseguita a Roma dal Dott. Andrea Ingratta, è l’intervento di chirurgia plastica estetica indicato per la correzione delle alterazioni strutturali del padiglione auricolare, congenite e non, in particolare le cosiddette “orecchie ad ansa o a sventola“; l’otoplastica si pone lo scopo di riportare le orecchie in una situazione morfologicamente non dissimile per forma e dimensioni a quelle cosiddette normali.

 

INDICAZIONI ALL’INTERVENTO

La candidatura a questa operazione trova riscontro in tutti quei casi nei quali una malformazione dell’orecchio esterno presenta un aspetto fortemente antiestetico tale da incidere sia nei soggetti giovani che adulti sulla loro psiche, creandogli inoltre sgradevoli problematiche nella vita scolastica, lavorativa e di relazione.

 

LE ORECCHIE A SVENTOLA

Le orecchie a sventola sono un'imperfezione strutturale del padiglione auricolare caratterizzato da una eccessiva sporgenza delle orecchie stesse rispetto al cranio. Il problema può essere legato a diverse alterazioni strutturali della cartilagine quali : l’ipertrofia della conca auricolare ,la cavità presente nella parte media del padiglione, oppure il mancato o ridotto sviluppo della piega dell’anti-elice, ovvero la singolare piega a mezzano dell’orecchio. Si tratta dunque di una alterazione della cartilagine auricolare che non altera tuttavia, le funzionalità dell’orecchio. 
Per quanto concerne l'origine della dismorfia, studi accreditati hanno dimostrato che derivi, nella maggior parte dei casi, da questioni ereditarie, tanto che il feto svilupperebbe le orecchie a sventola già intorno al sesto mese di gravidanza, nell’utero materno. Solo una ridotta percentuale di casi è riconducibile a fattori non ereditari.

 

VISITA PREOPERATORIA

In corso di prima visita si valutano attentamente le problematiche soggettive fatte presenti dai pazienti e quelle realmente evidenziabili, e in un colloquio costruttivo si prende in considerazione la possibilità e i limiti per poter esaudire quanto da loro desiderato. Conclusa la consulenza con il raggiungimento della possibilità del risultato da ottenere, il chirurgo fa firmare un consenso informato, prende dei reperti fotografici al momento e prescrive gli esami pre-operatori propedeutici all’esecuzione dell’intervento. Prima dell’intervento inoltre viene eseguito un videat anestesiologico per valutare l’idoneità all’intervento chirurgico.

 

OPERARSI A 6 ANNI

L'età ideale di riferimento per poter procedere alla programmazione dell'intervento di otoplastica è di 6 anni, periodo in cui lo sviluppo dell'orecchio è ormai giunto a completamento. I vantaggi di sottoporsi all'otoplastica in tenera età sono sia per il chirurgo che potrà operare su una superficie cartilaginea più malleabile e morbida rispetto a quella caratteristica di un orecchio adulto, sia per il bambino che non conoscerà ulteriori disagi estetici futuri e possibilità di essere oggetto di scherno.

 

INTERVENTO CHIRURGICO

L’intervento di otoplastica si esegue nella stragrande maggioranza dei casi in anestesia locale associata eventualmente a sedazione; L’anestesia generale è richiesta per i piccoli pazienti; Il chirurgo dopo una programmazione personalizzata dell’intervento, in quanto la tecnica da adottare può essere diversa da paziente a paziente, praticherà un' incisione cutanea nascosta nella regione retro-auricolare per raggiungere il piano cartilagineo, ed eseguire l’atto chirurgico programmato; una volta esposto il tessuto cartilagineo, viene adeguatamente rimodellato in modo tale da conferire alle orecchie un aspetto naturale ed esteticamente piacevole. A fine intervento si apporrà una medicazione elasto-compressiva a fascia o con tutore elastico. Premesso che il chirurgo applica la sue tecniche solo sull’orecchio esterno, sicuramente non si avranno effetti negativi sul sistema uditivo. La durata dell’intervento varia a seconda dei casi, mediamente intorno alle due ore . Il ritorno a casa potrà avvenire il giorno stesso in quanto si adotta il regime ambulatoriale o day-surgery.

 

OTOPLASTICA RICOSTRUTTIVA

L’intervento di otoplastica si rivela un ottimo rimedio anche per la ricostruzione del padiglione auricolare quando per cause naturali o traumi perde il suo naturale aspetto. In essenza di parti sostanziali del tessuto cartilagineo auricolare, può essere necessario il prelievo di cartilagine costale. L’utilizzo del tessuto prelevato permetterà di ricostruire il padiglione e ciò comporterà, ovviamente, la presenza di cicatrici più o meno evidenti. L’otoplastica ricostruttiva è inoltre utile nei casi di pericondrite, ovvero infiammazione del pericondrio, delle componenti cartilaginee che caratterizzano l’orecchio esterno. Questo problema è piuttosto frequente nei giocatori di rugby per cui i traumi frequenti localizzati alle orecchie causano la comparsa del disturbo che deforma la struttura del padiglione. L’operazione provvederà l’asportazione del tessuto in esubero tramite incisioni bisturi o laser, previa anestesia locale. Non meno importante è l’operazione per la riduzione delle orecchie. Anche in questo caso l’otoplastica è relativa alla rimozione del tessuto cartilagineo di troppo. Mentre per l’otoplastica correttiva le cicatrici non saranno visibili, per quella ricostruttiva i segni di sutura potrebbero essere evidenti; perciò si consiglia una certa cura nella fase post operatoria per garantire un’ottima guarigione dei punti e ridurre i rischi di cicatrici cheloidi o di altra entità.

 

MEDICAZIONI

Per quanto concerne le medicazioni, l’otoplastica prevede il ricorso ad una fasciatura compressiva che resterà in loco almeno per le 24 ore successive all'intervento. In seguito, dopo la prima medicazione il chirurgo provvederà a sostituirla con una fascia, simile a quella sportiva, più sottile necessaria per garantire una buona guarigione delle suture e proteggere la zona operata da possibili traumi. L’utilizzo di questa nuova medicazione è obbligatoria per la prima settimana e da tenere in loco 24 ore su 24; per le 2 settimane a seguire, sarà possibile ridurre i tempi alle sole ore notturne. Non bisogna trascurare l’importanza di queste medicazioni e queste fasi di guarigione.

 

POST-OPERATORIO

Una volta rimossa la medicazione iniziale, la seconda deve essere rimossa momentaneamente durante la giornata per dare modo di detergere accuratamente le suture retro-auricolari. Si raccomanda inoltre l’assunzione dei farmaci prescritti dal chirurgo per evitare che il paziente possa avvertire possibile fastidio o dolore e ridurre a zero il rischio di infezioni. Il gonfiore e gli edemi possibilmente riscontrabili al termine dell'intervento, nella parte inferiore del volto e intorno alle orecchie sono destinate al riassorbimento in 48/72 ore. Nella giornata seguente l’intervento sarà prudente osservare il riposo in casa ed eventuali dolori potranno essere eliminati con l’assunzione di comuni antidolorifici. La presenza di un lieve gonfiore o di una leggera dolenzia o un senso di tensione in questo periodo sono da ritenersi normali, e che peraltro possono sussistere per due o tre giorni. Inoltre dopo tre giorni verranno rimossi i punti di mantenimento transfissi e si potrà riprendere l’attività scolastica o lavorativa, nonché la vita sociale e di relazione.



CICATRICI

Correggere l’aspetto delle orecchie significa agire sul suo padiglione esterno. Per modificarlo esistono tecniche chirurgiche differenti che prevedono incisioni particolari. Dinanzi a difetti come le orecchie “a ventola” il taglio praticato è dietro il padiglione auricolare, entro la piega naturale dell’orecchio. Le cicatrici quindi non risulteranno visibili, ma nascoste dietro le orecchie e in corrispondenza con le pieghe retro-auricolari. Di conseguenza, anche se con i capelli legati o corti accorgersi delle loro presenza sarà improbabile. Le cicatrici possibilmente visibili sono da accordare alla otoplastica ricostruttiva. Ricostruire l’orecchio significa aggiungere parte del tessuto cartilagineo perso o, in casi specifici (pericondrite), in esubero. Per l’aggiunta della cartilagine è necessario recuperarlo da altre zone del corpo, preferibilmente costale e ciò comporterà il ricorso a più incisioni. Lo stesso vale per la rimozione del tessuto cartilagineo in eccesso che necessiterà dell’applicazione di molti punti di sutura. Diverso è il caso della correzione delle orecchie “ad elefante” per la quale è prevista la ricostruzione dell’antelice non presente per una questione puramente genetica. La creazione della piega del padiglione auricolare superiore potrebbe comportare la presenza superficiale di cicatrici che se curate bene saranno minimamente evidenti. Per poter soddisfare la paziente e ridurre al minimo il rischio di cicatrici esteticamente spiacevoli, nel post-operatorio è previsto il trattamento giornaliero delle suture con creme cicatrizzanti e anti-cheloidee.

 

RISCHI E COMPLICANZE

Rischi normalmente non ne esistono e le complicanze sono alquanto rare e se si dovessero presentare sono sempre risolvibili. Le infezioni se presenti sono domabili con la somministrazione di antibiotici; l’eventuale esito cheloideo delle cicatrici-retro auricolari verrà trattato adeguatamente in seguito mediante specifici trattamenti. L’unica complicanza da non sottovalutare è quella che si possa vanificare il risultato dell’intervento, quando si effettuino manovre inadeguate o involontarie sul padiglione auricolare da parte dei pazienti.


Per maggiori informazioni sull'intervento di chirurgia plastica estetica di otoplastica a Roma c/o lo Studio Medico in Via Ipponio, 2 - Cap 00183, è possibile contattare il Dott. Ingratta telefonando al numero oppure scrivendo direttamente attraverso il sito nell'apposito modulo di contatti.

Per garantire la massima tranquillità e trasparenza a tutti i pazienti che si recano presso i suoi centri il Dott. Ingratta garantisce l'utilizzo di prodotti certificati. Dott. Andrea Ingratta


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